A Natale la Parola si è fatta carne, Dio si è fatto uomo. E ciò significa, Dio nei miei limiti – nei miei limiti Dio. Le mie limitazioni, il mio fallimento, le mie insicurezze sono il luogo di Dio nel mondo. Egli si è preso cura di tutto ciò, ha accettato tutto ciò. (...)
Dove tocco i miei limiti, là tocco in effetti lui, là non c’è motivo di aver meno speranza, ma più speranza. Accettare i miei limiti significa accettare lui, accettare Dio nei miei limiti.
E allo stesso tempo nei miei limiti: Dio! Ciò che posso dare agli altri nei miei limiti, è infinitamente meno di quello di cui hanno bisogno e di ciò che richiedono. Eppure in questi miei limiti sta Dio, che in questi si dona al mio donarmi. Attraverso la sua incarnazione – compresa bene – io divento “sacramento” per lui, segno operante nel quale lui si comunica e si estende nel nostro mondo.
Klaus Hemmerle
Lettera natalizia 1993