17 maggio - Croce, libro di sapienza


La croce è il libro più sapiente che si possa leggere. Coloro che non conoscono questo libro sono ignoranti anche se conoscono tutti gli altri libri.
I veri sapienti sono soltanto coloro che lo amano, lo consultano, l’approfondiscono...
Quanto più si è alla sua scuola, tanto più si vuole rimanervi. Il tempo vi passa senza noia.
Si sa tutto quello che si vuole sapere, e non si è mai sazi di ciò che vi si gusta.

San Giovanni Maria Vianney
Primavera nell’anima. 100 pagine del Curato d’Ars
Città Nuova, Roma 2006, p. 9

16 maggio - Sapienza “trinitaria”


Lo specifico cristiano è senz’altro l’impronta della Trinità in tutte le espressioni della nostra vita sia personale che comunitaria. (…) Noi oggi dovremmo reimparare a vedere tutto sotto la luce della Trinità, (…) dovremmo convogliare, in questa comprensione trinitaria, le acquisizioni del pensiero e della cultura moderna. Solo così potremo superare il dualismo tra fede e vita, fra cultura e teologia. (…)
Vedendo tutto nella sapienza della Trinità, non si possono separare quelle che sono dimensioni complementari e non già alternative. Solo pensando in maniera trinitaria c’è equilibrio e c’è dialogo.
Giacché Dio è uno in tre Persone, e questo non può non riflettersi in tutta la creazione, noi dobbiamo imparare a vedere le cose sempre nella loro reciprocità, imparare a camminare insieme, a vivere in unità.

Toni Weber
L’ansia di Toni Weber. “Far casa ai sacerdoti”
Città Nuova, Roma 1994, pp. 39-40

15 maggio - Interpretare i tempi


La nostra vita, oggi, è assai impegnata nella continua visione del mondo esteriore. I mezzi di comunicazione sono così cresciuti, così aggressivi, che ci impegnano, ci distraggono, ci distolgono da noi stessi, ci svuotano dalla nostra coscienza personale.
Ecco: facciamo attenzione. Noi possiamo passare dalla posizione di semplici osservatori a quella di critici, di pensatori, di giudici. Quest’attitudine di conoscenza riflessa è della massima importanza per l’anima moderna, se vuole restare anima viva, e non semplice schermo delle mille impressioni a cui è soggetta. E per noi cristiani questo atto riflesso è necessario, se vogliamo scoprire “i segni dei tempi”; perché come insegna il Concilio (Gaudium et spes, n. 4), l’interpretazione dei “tempi”, cioè della realtà empirica e storica, che ci circonda e ci impressiona, deve essere fatta “alla luce del Vangelo”.
La scoperta dei “segni dei tempi” è un fatto di coscienza cristiana; risulta da un confronto della fede con la vita.

Paolo VI
Udienza generale
16 aprile 1969

14 maggio - Studio costante e liberante


Il sacerdote deve essere gentile senza abbassarsi; dolce ma forte, attirare le anime, ma ponendo i limiti opportuni, discretamente paziente, mite senza eccedere e sempre, sempre prudente.
Quello che fa molto male ai sacerdoti è la mancanza di studio; essi non devono mai mettere da parte lo studio che permette approfondimenti inesauribili. I libri buoni e santi sono la salvezza dei sacerdoti e l’amore per loro li libererà da molti mali.
A parte il fatto che gli studi permettono al sacerdote di essere colto, competente e aggiornato per poter consigliare convenientemente e servire soltanto Dio e le anime, questo studio costante – ripeto – lo libererà da un’infinità di pericoli. (…)
Per dedicare tempo agli studi c’è bisogno di raccoglimento, virtù questa imprescindibile per il cuore del sacerdote e per le sue relazioni con il mondo.

Conchita Cabrera De Armida
Sacerdoti di Cristo
Città Nuova, Roma 2008, pp. 190-191

13 maggio - Vivere e conoscere la Parola


Per essere autentica guida della comunità, vero amministratore dei misteri di Dio, il sacerdote è chiamato ad essere anche uomo della Parola di Dio, generoso ed infaticabile evangelizzatore. Oggi se ne vede ancor più l’urgenza di fronte ai compiti immensi della “nuova evangelizzazione” (…).
Una dimensione esigente, giacché gli uomini di oggi si aspettano dal sacerdote, prima che la parola “annunciata”, la parola “vissuta”. Il presbitero deve “vivere della Parola”.
Al tempo stesso, però, egli si sforzerà di essere anche preparato intellettualmente per conoscerla a fondo ed annunciarla efficacemente.
Nella nostra epoca caratterizzata da un alto grado di specializzazione in quasi tutti i settori della vita, la formazione intellettuale è quanto mai importante. Essa rende possibile intraprendere un dialogo intenso e creativo con il pensiero contemporaneo.

Giovanni Paolo II
Dono e mistero
LEV, Città del Vaticano 1996, pp. 102-103