26 gennaio - Unica dignità, unica opera

Unico è il popolo eletto di Dio: «Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo» (Ef 4, 5); comune è la dignità dei membri in forza della loro rigenerazione in Cristo, comune è la grazia di esser figli, comune la chiamata alla perfezione, una sola la salvezza, una la speranza e l’indivisa carità. Quindi in Cristo e nella Chiesa nessuna ineguaglianza a motivo della razza o della nazione, della condizione sociale o del sesso, perché «non c’è più giudeo né greco, né schiavo né libero, né uomo né donna: tutti voi siete uno in Cristo Gesù» (Gal 3, 28 gr.; cf Col 3, 11).
Se nella Chiesa dunque non camminano tutti per la stessa via, tutti però sono chiamati alla santità e hanno ricevuto in sorte la medesima fede nella giustizia salvifica di Dio (cf 2Pt 1, 1). Anche se per volontà divina alcuni sono costituiti dottori, dispensatori dei misteri e pastori a vantaggio degli altri, fra tutti vige però vera uguaglianza quanto alla dignità e all’azione nell’edificare il corpo di Cristo, che è comune a tutti quanti i fedeli.

Concilio ecumenico Vaticano II
Lumen gentium 32