18 febbraio - Coraggio di parlare, coraggio di tacere


Il superiore, per parlare, dev’essere dotato di umile autorità, mentre l’inferiore deve possedere una libera umiltà. Ma spesso negli uomini l’ordine del discorso si confonde.
Qualche volta, infatti, uno parla gonfio di superbia e crede di parlare per l’autorità della libertà, un altro tace per stupido timore e crede di tacere per umiltà.
(…)
Quello, infatti, se guarda quelli che gli sono soggetti senza tener conto di Colui dal quale tutti dipendono, monta in superbia e si vanta della sua superbia come se fosse autorità; questo, invece, se teme di perdere il favore del superiore e quindi di subire qualche danno temporale, nasconde quello che pensa e tacitamente tra sé chiama umiltà il timore da cui è soggiogato; ma tacendo in cuor suo giudica colui al quale non vuol dir niente, e accade che lì dove si considera umile sia in maniera più grave superbo.
Perciò si deve sempre distinguere la libertà dalla superbia, l’umiltà dalla timidezza, per non scambiare l’umiltà con la timidezza o la libertà con la superbia.

San Gregorio Magno

Omelie su Ezechiele I
IX 1, 9; 12, 13