8 maggio - Con gli occhi di Maria


Giovanni ha potuto volare così in alto e contemplare il Verbo presso Dio, il Verbo che è Dio, perché la madre di Dio abitava con lui. Questa straordinaria convivenza, questa comunione con quell’anima che conservava e meditava tutte quelle cose nel suo cuore (cf Lc 2, 19), gli ha aperto gli occhi; egli ha visto la Chiesa, il suo futuro, le sue lotte, il suo trionfo perché il modello della Chiesa era davanti a lui.
La Vergine è il tipo della Chiesa, e ogni sacerdote che è chiamato a edificare la Chiesa non saprà mai svolgere così bene il suo compito come di fronte a
Maria. Se i sacerdoti vivranno in comunione con Maria, ella, madre dell’unità, svelerà loro come va ordinata nei cuori e fra i cuori la carità, come va edificato il corpo di Cristo secondo quell’eterno supremo dialogo d’amore che è la Santissima Trinità. (…)
È con lei, madre della Chiesa, madre dell’unità, che i sacerdoti, i religiosi, si realizzeranno oggi quali autentici “uomini del dialogo”; è con lei che diverranno costruttori d’unità «affinché tutti siano uno» (Gv 17, 21).

Chiara Lubich
Il sacerdote oggi, il religioso oggi
Gen’s 12 (1982/6) p. 6