11 dicembre - Essere prete è relazione

Don Marco è un’ottima persona dal punto di vista del prete fedele ai suoi impegni, a cominciare dalla castità celibataria e dalla vita di preghiera, è parroco zelante e annunciatore convinto della sacra dottrina. Ma vacci a parlare assieme se ci riesci, o stacci un po’ assieme. È buono e bravo “in sé”, ma rovina tutto quando entra in relazione.
Chissà di quanti preti si potrebbe dire più o meno così! Ebbene, in questi casi la valutazione potrebbe esser anche peggiore: non esiste prete buono in sé e poi scadente nella vita di relazione, o promosso in vita interiore-privata e bocciato (o rimandato) in vita sociale-relazionale. (…)
La relazione è dimensione costitutiva dell’essere umano, di qualsiasi persona, tanto più di chi ha scelto di offrire la propria vita per annunciare la salvezza. Annuncio è relazione, salvezza è relazione, esser prete è relazione. (…)
La relazione non è un accidens… ma sostanza dell’essere e del diventare uomini, uomini sani, preti veraci, seguaci credibili.

Amedeo Cencini

La grazia della relazione
Presbyteri (2007/6) pp. 437-438