Essere una cosa sola significa fare famiglia tra noi, quel tipo di famiglia di cui è modello in terra la famiglia di Nazareth, una convivenza di vergini, soprannaturale sì, ma anche la più umana che si possa immaginare perché ha come unico vincolo quella carità umano-divina che sazia e supera le esigenze di qualunque affetto umano. (…)
E se siamo famiglia si risolverà anche il problema dei sacerdoti anziani, perché è assurdo e contrario al comandamento di Gesù permettere che un parroco, perché vecchio o malato, debba vivere abbandonato alla sua solitudine o nell’anonimato. (…)
Questa famiglia è bella e attraente, perché in essa risplende l’armonia dell’uno; è casa aperta a confratelli e seminaristi, centro di comunione, perché dove vive Gesù non si sente lo stacco fra generazioni: Gesù è il sempre attuale, il sempre moderno; è il Logos di Dio, il teologo, è la Sapienza continuamente generata sulla terra da chi rivive Maria.
Silvano Cola
Scritti e testimonianze
Gen’s, Grottaferrata 2007, p. 24