5 dicembre - Sul modello della prima Chiesa


È indispensabile che [i sacerdoti] sappiano esaminare attentamente alla luce della fede tutto ciò che si trova sul loro cammino, in modo da sentirsi spinti a usare rettamente dei beni in conformità con la volontà di Dio (…).
Non trattino l’ufficio ecclesiastico come occasione di guadagno, né impieghino il reddito che ne deriva per aumentare il proprio patrimonio personale. (…)
Anzi, essi sono invitati ad abbracciare la povertà volontaria, con cui possono conformarsi a Cristo in un modo più evidente ed essere più disponibili per il sacro ministero.
Cristo infatti da ricco è diventato per noi povero, affinché la sua povertà ci facesse ricchi. Gli apostoli, dal canto loro, hanno testimoniato con l’esempio personale che il dono di Dio, che è gratuito, va trasmesso gratuitamente e hanno saputo abituarsi tanto all’abbondanza come alla miseria.
Ma anche un certo uso comune delle cose – sul modello di quella comunità di beni che vanta la storia della Chiesa primitiva – contribuisce in misura notevolissima a spianare la via alla carità pastorale.
Concilio ecumenico Vaticano II
Presbyterorum ordinis 17