La chiamata di Gesù implica qui, chiaramente, il distacco dalla famiglia naturale come condizione per entrare a far parte di una nuova famiglia, soprannaturale. Gesù non dice che non si debba amare il padre e la madre, di non onorarli – non uno jota o un apice della Legge devono cadere –; è che la vocazione implica il distacco totale dalla famiglia per andare ad annunciare il regno di Dio.
È qui, mi sembra, che troviamo implicito il legame profondo tra la chiamata sacerdotale e il celibato, perché il distacco dalla famiglia particolare è implicito nella vocazione a seguire Gesù per il bene della famiglia universale.
Visto così, il celibato non è una rinuncia; possiamo vederlo negativamente solo se non mettiamo chiaramente in evidenza che colui che è chiamato è destinato a diventare in Gesù “padre di tutti i credenti”, a generarli fratelli di tutta la famiglia umana.
Pasquale Foresi
Problematica d’oggi nella Chiesa
Città nuova, Roma 1970, pp. 95-96