30 dicembre - Comunità di fratelli

Sono uniti i fedeli nell’amore, nella carità di Cristo? Di certo questa è una parrocchia vitale; qui c’è la vera Chiesa; giacché è rigoglioso, allora, il fenomeno divino-umano che perpetua la presenza di Cristo fra noi (…).
Oh come sarebbe stupendo se le nostre parrocchie dimostrassero bene quel che deve essere la società cristiana! E cioè: gente, dapprima sconosciuta, gruppi diversi per costume, educazione, origine, età, ecc., che, trovandosi in chiesa, si rivelano e si sentono nuclei di fratelli. Diventano amici, si danno la mano l’uno con l’altro, non parlano male del prossimo e cercano, invece, ove c’è un ammalato, di assisterlo, ove un disoccupato, di soccorrerlo, ovunque, in una parola, c’è un’azione buona da compiere a vantaggio del prossimo, aver subito cuore e impegno per dire: ecco che Cristo ci chiama.
Ricordate la parola solenne di Cristo: «Vi riconosceranno veramente per miei discepoli, se vi amerete gli uni gli altri»; se vibrerà la simpatia voluta più che vissuta, creata da noi più che spontanea, con quella larghezza di cuore e quella capacità di generare il Cristo in mezzo a noi, derivanti, appunto, dal sentirci uniti in Lui e per Lui.

Paolo VI
Alla parrocchia di S. Maria Consolatrice
Insegnamenti/2, Città del Vaticano 1964, pp. 1072-1073