Mi chiederete: «Vi sono persone così miserabili da non desiderare Cristo in mezzo a loro?». Sì, noi stessi, noi che siamo in lotta gli uni contro gli altri.
Qualcuno forse replicherà in modo ironico: «Che cosa dici? Non vedi che siamo tutti sotto lo stesso tetto, dentro la stessa chiesa (…) e pregando in comune (…)! Quale divisione vedi tra noi?»
Qui nessuna, ma quando la nostra assemblea è terminata, l’uno critica l’altro (…). Diffidando gli uni degli altri, ci temiamo a vicenda, parliamo all’orecchio del vicino e se vediamo avvicinarsi un terzo ripiombiamo nel silenzio e cambiamo discorso. (…)
«Non facciamo questo per nuocere agli altri – direte – ma per proteggerci». È proprio quello che mi addolora: vivendo tra fratelli, sentiamo il bisogno di stare in guardia per non ricevere dei torti, e riteniamo necessario prendere tante precauzioni (…).
«Ma – dirai – io sono stato oltraggiato». Se il tuo prossimo ti ha ingiuriato, prega Dio di usargli misericordia. È tuo fratello, un membro del tuo corpo; egli è invitato alla stessa tavola, come te.
San Giovanni Crisostomo
Omelia 8 sulla Lettera ai Romani 8