
Più d’ogni altro [il vescovo] ha la grazia di capire i bisogni di quella Chiesa locale di cui egli è fondamento e pastore.
È amando il proprio vescovo sinceramente, è facendosi completamente uno con lui, è offrendosi, disponibile e obbediente, a lui, come ha fatto Gesù col Padre suo, che il sacerdote comprenderà come esercitare meglio il suo ministero e come farsi carico col vescovo delle necessità della diocesi. (…)
Che si possa ripetere per i sacerdoti l’elogio di sant’Ignazio d’Antiochia agli Efesini: «Il vostro collegio presbiterale, giustamente famoso, degno di Dio, è armonicamente unito al vescovo come le corde alla cetra».
Chiara Lubich
Il sacerdote oggi, il religioso oggi
Gen’s 12 (1982/6) p. 5