16 febbraio - Libertà da se stessi


L’obbedienza è povertà di se stessi. Si dice che è la cosa più difficile, perché è ancora facile rinunciare a qualcosa o a qualcuno che sono sempre “fuori” di me, ma rinunciare a se stessi sembra arduo.
Forse è perché non abbiamo capito quanto sia necessaria e costruttiva questa rinuncia: perché i condizionamenti più forti alla nostra libertà ci vengono proprio dall’attaccamento a noi stessi. Perché siamo portati, in quanto creature, ad affermare noi stessi nei confronti degli altri, mentre la legge della vita è proprio negarsi per affermare l’altro. (…)
Cos’è in definitiva l’obbedienza? È totale carità. Quando sei totalmente amore, (…) non fai più la tua volontà, ma quella dell’altro, non scegli più la tua iniziativa personale ma cerchi di promuovere l’iniziativa dell’altro. E se per caso l’altro prossimo che ti sta accanto o che vive con te fa la stessa cosa nei tuoi confronti, in questo scambio di amore c’è l’Amore.
Allora non è più la tua iniziativa o l’iniziativa dell’altro, la tua volontà o la volontà dell’altro che vengono in evidenza, ma la volontà di Dio.

Silvano Cola

Scritti e testimonianze
Gen’s, Grottaferrata 2007, pp. 74-75