24 febbraio - Slanci di riforma, senza accuse


L’uomo “ecclesiasticus” (…) è colpito da tutto ciò che paralizza, appesantisce, ferisce l’intero corpo (…). Soffre per i mali interni della Chiesa. La vorrebbe, in tutti i suoi membri, più pura e più unita, più attenta alla richiesta delle persone, più attiva nella sua testimonianza, più ardente nella sua sete di giustizia, più spirituale in tutto, più distante da ogni concessione al mondo e alla sua menzogna (…).
Senza nutrire un sogno utopico e senza mancare di accusare in primo luogo se stesso, non si rassegna a che i discepoli del Cristo (…) ristagnino al margine delle grandi correnti umane. Vede spontaneamente il bene, se ne rallegra, si impegna a farlo vedere, senza tuttavia chiudere gli occhi sui difetti e miserie che alcuni vorrebbero negare, mentre altri se ne scandalizzano (…).
Sa che molti rinnovamenti sono necessari se si vogliono evitare le novità nefaste e che uno slancio di riforma è naturale alla Chiesa (…). Prima di spezzare uno slancio, cercherà sempre di raddrizzarne l’orientamento.

Henri De Lubac

Méditation sur l’Eglise
Paris 1968, pp. 205-206