Nell’Eucaristia Cristo si dona totalmente per noi. (…) Ora, anche questo atto del dono, questo suo potere di darci Dio, vuole donarlo, vuole affidarlo a noi, a noi suoi amici, i sacerdoti. Fate voi, per la Chiesa, fate voi, per la comunità, quello che io ho fatto. Io mi dono a voi in modo da essere voi il gesto vivo e continuo del mio donare. Agite in mia persona, agite in modo che io stesso agisca in voi. (…)
Ma allora il sacerdote potrà essere sacerdote soltanto se abita nell’intimo di Cristo, unito totalmente alla sua vita e al suo amore; e se, per questa sua unione con Cristo, anch’egli diventa lo spogliato di sé, il minimo, il povero, il casto.
Quando il sacerdote dice “io”, deve immedesimarsi con l’io di Cristo, perché Cristo stesso vuol dire “io” in lui.
Klaus Hemmerle
Il sacerdote oggi
Gen’s 12 (1982/6) p. 11