
Se perseverando nell’amore si cade fino al punto in cui l’anima non può più trattenere il grido «Dio mio, perché mi hai abbandonato?», se si rimane in quel punto senza cessare di amare, si finisce con il toccare qualcosa che non è più la sventura, che non è la gioia, ma è l’essenza centrale, essenziale, pura, non sensibile, comune alla gioia e alla sofferenza, cioè l’amore stesso di Dio.
Simone Weil
L’avventura di uno sguardo puro
Città Nuova, Roma 2001, p. 96