3 marzo - Fragilità senza scoraggiamento


È palese la necessità di invocare senza tregua, con fede forte e umile: «Signore non fidarti di me. Io sì, mi fido di te». E nel presagire nell’anima l’amore, la compassione, la tenerezza con cui Cristo Gesù ci guarda – perché Lui non ci abbandona – comprenderemo in tutta la loro profondità le parole dell’Apostolo: «Virtus in infirmitate perficitur» (2Cor 12, 9); confidando nel Signore, nonostante le nostre miserie – anzi, con le nostre miserie –, saremo fedeli a Dio nostro Padre; risplenderà il potere divino e ci sarà di sostegno nella nostra fragilità. (…)

Se ti accorgi che non ce la fai, per qualsiasi motivo, digli, abbandonandoti in Lui: «Signore, confido in Te, mi abbandono in Te, ma Tu aiuta la mia debolezza!».
Pieno di fiducia, ripetigli: «Guardami, Gesù, sono uno straccio sporco; l’esperienza della mia vita è tanto triste, non merito di essere tuo figlio». Diglielo ...; e diglielo molte volte.
Non tarderai a sentire la sua voce: «Ne timeas!» – non avere paura! oppure: «Surge et ambula!» – alzati e cammina!

San Josemaría Escrivá De Balaguer

Tra le braccia del Padre
Marietti, Genova 2000, pp. 19, 46