4 marzo - Amore “incomprensibile”


La cosa più meravigliosa di Dio diventato uomo è che è morto per noi. (…) Uno capisce che deve risorgere, capisce la resurrezione, capisce questo inizio del possesso delle cose alla loro radice, che è l’ascensione al cielo, ma quello che non capirebbe, quello che non immaginerebbe, quello che non potrebbe mai supporre è che Dio sia morto per lui. E questo desta nell’uomo peccatore una commozione immensa.
«Simone, mi ami tu?». Non: «Hai sbagliato, mi hai tradito»; «Simone, mi ami tu?». Questa è la grande rivoluzione morale che il cristianesimo ha portato nel mondo: la morale è un amore che tenta di applicarsi, che supplica per potersi applicare, che invoca, che mendica.
«L’amore dimostratoci da Cristo ci strugge al pensiero che se uno è morto per tutti, è morto perché tutti non vivano più per se stessi, ma per Colui che è morto e risuscitato per noi». Così è ridetto, nella passione che mi preme il cuore, quello che tocca a me fare, sono richiamato all’ideale, mentre mi struggo perché l’ideale avvenga negli altri.

Luigi Giussani
Parole ai preti
SEI, Torino 1996, pp. 69-70