15 maggio - Interpretare i tempi


La nostra vita, oggi, è assai impegnata nella continua visione del mondo esteriore. I mezzi di comunicazione sono così cresciuti, così aggressivi, che ci impegnano, ci distraggono, ci distolgono da noi stessi, ci svuotano dalla nostra coscienza personale.
Ecco: facciamo attenzione. Noi possiamo passare dalla posizione di semplici osservatori a quella di critici, di pensatori, di giudici. Quest’attitudine di conoscenza riflessa è della massima importanza per l’anima moderna, se vuole restare anima viva, e non semplice schermo delle mille impressioni a cui è soggetta. E per noi cristiani questo atto riflesso è necessario, se vogliamo scoprire “i segni dei tempi”; perché come insegna il Concilio (Gaudium et spes, n. 4), l’interpretazione dei “tempi”, cioè della realtà empirica e storica, che ci circonda e ci impressiona, deve essere fatta “alla luce del Vangelo”.
La scoperta dei “segni dei tempi” è un fatto di coscienza cristiana; risulta da un confronto della fede con la vita.

Paolo VI
Udienza generale
16 aprile 1969